SOTTO L’OMBRELLONE: ALLENIAMO LA MEMORIA! – PART TWO-

…E ora continuiamo con il nostro Memory Training estivo e delle pillole di curiosità.

Un piccolo trucco per non dimenticare il nome di una persona appena conosciuta?

Appena l’altro si presenta, stringetegli la mano cercando di ripetere il suo nome a voce alta: darete una “seconda occasione” al vostro magazzino fonologico. Se state per esempio conoscendo un certo Marco, potreste dire: “Piacere, Marco” oppure “Piacere di conoscerti Marco, io sono Sara”.

Si può anche unire al nome dell’interlocutore una caratteristica fisica: per esempio “Marco quello con i baffi”. In questo modo sfrutterete sia la memoria a breve termine verbale, sia quella visuospaziale.

Effetto Priming

Studiate ciascuna di queste parole per cinque secondi:

coniglio, vettore, tarallo, ombrello, pidocchio, strumento

Ora provate a completare le parole sottostanti con le lettere mancanti:

 co…..o, bo….e, ta….o, pi……o, st……o, or…..o

Probabilmente per due di queste parole (boccale e ortaggio) avete faticato a trovare una soluzione: non erano infatti nel primo elenco di stimoli fornito.

Per tutte le altre invece la risposta vi sarà venuta in un lampo, perché le avevate lette da poco. Ecco cos’è il PRIMING: il vostro compito è stato facilitato dalla precedente esposizione allo stimolo.

Associazione Lessicale

Soffermatevi per qualche istante su questa serie di parole:

caramella, aspro, zucchero, amaro, buono, gusto, dente, carino, miele, soda, cioccolata, cuore, pasticcino, mangiare, torta

Ora sollevate gli occhi dalla pagina e trascrivete su un foglio, in un paio di minuti le parole che riuscite a ricordare.

Senza guardare, provate ora a pensare se nella lista di termini ci fossero anche questi vocaboli: gusto, punto, dolce.

Se pensate che la parola “dolce” fosse inclusa nell’elenco, siete caduti in un errore molto comune.

Ciò accade perché molte parole inserite nel primo elenco attivano il concetto di “dolce” per associazione e, mentre leggiamo, l’eco di questa attivazione rimane impresso nella nostra memoria come una conoscenza pregressa. Al momento della seconda prova questo “scomodo” ricordo, va ad influenzare la prestazione.

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