SICUREZZA: CORRESPONSABILITA’ E CONSAPEVOLEZZA

Prevenzione, eliminazione parziale o totale di danni, pericoli, rischi; condizione di essere al sicuro. Questa è la definizione da vocabolario di SICUREZZA.

Prendiamo in considerazione la prima parola ovvero PREVENZIONE. Prevenire vuol dire “arrivare prima”, in questo caso “prima che si verifichi un danno ad una cosa o ad una persona”.

Poi si parla di ELIMINAZIONE PARZIALE O TOTALE DI DANNI, PERICOLI, RISCHI: essere al sicuro significa quindi fare di tutto per avere il minor danno possibile.

In breve, SICUREZZA è PRESERVARE L’INCOLUMITA’ di una persona, di se stessi o di un oggetto.

Ma chi di noi si mette veramente in sicurezza?
E cosa vuol dire mettersi in sicurezza? E’ giusto non pensarci troppo?
E forse quando ci si pensa troppo diventa un’ossessione?

L’essere umano è bizzarro…
Vi faccio un esempio. Ho provato a fare la mosca in alcune aziende che lavorano materiali plastici e tossici. Le norme di sicurezza prevedono aspiratori delle particelle di polvere molto potenti, impianti di areazione, l’obbligo di indossare mascherina, occhiali, scarpe infortunistiche e tuta da lavoro, in alcuni casi anche tappi per le orecchie.
Molte persone che lavorano in questi posti temono di ammalarsi di cancro, alcune sono addirittura terrorizzate.
E Cosa fanno?
Controllano che l’impianto di areazione e di aspirazione sia a norma, ma una buona parte di loro “si dimentica” di indossare la mascherina, gli occhiali e i guanti.

Questa non vuole essere assolutamente una critica ai lavoratori, ma vi porto un dato di realtà.
Per diversi motivi (accettazione sociale, comodità, sottostima del pericolo, ansia e preoccupazione sul lavoro…) molte persone si mettono parzialmente in sicurezza, temono ma non agiscono.
E una famiglia ha perso un padre per l’eternit… (Brianza, Ottobre 2014).

C’è una CORRESPONSABILITA’ della propria sicurezza, in tutte le circostanze.

Pensate agli incidenti automobilistici.
Ogni anno ci sono tantissimi incidenti mortali in cui la vittima è stata aderente alle regole stradali, mettendo la cintura di sicurezza, guidando secondo i limiti di velocità e di sobrietà… ma ha incontrato sulla sua strada qualcuno che le regole non le stava osservando.
L’altro non era Responsabile.
E una famiglia ha perso una madre per due che erano “andati a bere qualcosa” (Monza, Ottobre 2014).

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…E quando si tratta di VIOLENZA?
Di cosa si è Responsabili?
Le vittime di Violenza si sentono spesso colpevoli, schiacciate, incapaci di reagire e questo le rende ancora più vulnerabili e tremendamente invischiate.

Le Vittime di Violenza sono UOMINI, DONNE, BAMBINI e ANZIANI. Nessuno escluso.
Mobbing, Stupri, Molestie, Abusi Sessuali, Bullismo e Cyberbullismo, Aggressioni.
Fanno paura queste parole?
Ad alcuni fa paura anche solo leggerle…
(Violenza sulle Donne in Lombardia, Ottobre 2014)

Siamo RESPONSABILI di noi stessi e lo diventiamo solo se non scappiamo da queste parole, se non pensiamo che a noi o ai nostri famigliari non possa succedere, se facciamo qualcosa per imparare a gestire le situazioni critiche… se non ci arrendiamo al senso di colpa, ma crediamo che si possa REAGIRE.

Ecco di cosa siamo RESPONSABILI.
Possiamo abbassare la possibilità di essere vittime, imparare a trovare le strategie per uscire da situazioni di pericolo e sentirci meno vulnerabili, ma più consapevoli.
E ai Corsi di Difesa Personale e di Krav Maga aumentano le iscrizioni di DONNE , ADOLESCENTI e UOMINI , anche di quelli forti ed allenati che hanno bisogno di consapevolezza (Lombardia, Ottobre 2015).

A quel punto, se qualcosa accadrà, ci sarà un SOLO RESPONSABILE e non saremo noi .

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