14 NOVEMBRE: GIORNATA MONDIALE PER IL DIABETE

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Vorrei dare un mio piccolo contributo professionale e personale attraverso alcune testimonianze di persone di mia conoscenza che si sono trovate ad affrontare in età giovanile questa sfida.

La prima è di Chiara, una ragazza di 27 anni. L’ho conosciuta un paio di anni fa sul lavoro e non puoi non accorgerti che il suo corpo ogni tanto, mentre le parli, fa BIP BIP.

Lavora con i bimbi, è molto capace, professionale, tenace e sorridente…E spiega loro con molta naturalezza di “stare attenti, perché ha una macchinetta attaccata al corpo che le permette di stare bene e che non deve essere urtata”.

…”Diagnosi il 17/7/2004.

 Avevo 15 anni e stavo facendo il mio primo oratorio estivo da animatrice, tutto si è fermato e la mia vita è cambiata.

All’inizio mi piaceva essere diabetica, come molte adolescenti adoravo stare al centro dell’attenzione e devo ammettere che la glicemia e gli esami mi permettevano di catalizzare l’attenzione si di me con poco sforzo.

Il primo periodo è stato paradossalmente idilliaco: glicemie buone, mi sentivo invincibile, stavo bene fisicamente, non avevo molte “ipo” e tutto sommato me la sono cavata.

Anche rinunciare alla tanto attesa vacanza alle 5 terre con gli amici non mi pesò perchè  mia madre mi offri l’opportunità di andare al mare con amici di famiglia.

E poi sono iniziati i periodi duri… e ce ne sono stati tanti…

Due anni dopo la diagnosi entrai in una sorta di depressione. Per punirmi non facevo più l’insulina, ho rischiato il coma più volte.

Persi l’anno scolastico, ma alla fine mi concentrai su di me e sul mio rapporto con il diabete riuscendo a superare questa profonda crisi.

Un altro anno molto difficile è stato il 2014.

Dopo anni da disoccupata, ho iniziato a lavorare seriamente e tante ore come educatrice professionale.

Ho fatto i conti con un’altra verità: ho dovuto affrontare la fatica di avere un corpo che non reagisce come vorresti, che spesso ti fa imbestialire, soprattutto quando sulla carta leggi che hai 27 anni e in realtà  te ne senti 80!

Ora sto affrontando un’altra sfida che coinvolge la mia famiglia: la maternità.

Prima ho dovuto attendere l’approvazione della diabetologa, poi ho dovuto affrontare la frustrazione dei risultati negativi dinanzi ai test di gravidanza e rendermi conto che anche questo per me è faticoso.

Anche se il diabete non è direttamente la causa diciamo che ci mette del suo…

…MA noi diabetici siamo testardi e piuttosto che arrenderci picchiamo la testa contro il muro e lo buttiamo giù così, a testate! Si, perchè nonostante tutto, il diabete non mi fermerà… Ce la farò? Non so, ma “Mister D” non mi impedirà di provarci …”

In un periodo complicato come quello dell’adolescenza, ciò che ha messo in atto Chiara è purtroppo una delle reazioni più tremende ma naturali che molti adolescenti adottano.

Ora sto affrontando un’altra sfida che coinvolge la mia famiglia: la maternità.

Prima ho dovuto attendere l’approvazione della diabetologa, poi ho dovuto affrontare la frustrazione dei risultati negativi dinanzi ai test di gravidanza e rendermi conto che anche questo per me è faticoso.

Anche se il diabete non è direttamente la causa diciamo che ci mette del suo…

…MA noi diabetici siamo testardi e piuttosto che arrenderci picchiamo la testa contro il muro e lo buttiamo giù così, a testate! Si, perchè nonostante tutto, il diabete non mi fermerà… Ce la farò? Non so, ma “Mister D” non mi impedirà di provarci …”

In un periodo complicato come quello dell’adolescenza, ciò che ha messo in atto Chiara è purtroppo una delle reazioni più tremende ma naturali che molti adolescenti adottano.

In un’età in cui si lotta per imporre le proprie idee, per conoscere ed accettare il proprio corpo e la propria crescita, in cui c’è un conflitto aperto tra chi si è e come si è , è inevitabile prendersela proprio con il proprio corpo per ciò che sta accadendo… e soprattutto si ha uno strumento tra le mani per poterlo fare.

Chiara racconta in modo molto diretto le difficoltà che una malattia come il diabete ti porta ad affrontare, che non si limitano al “farsi l’insulina”, ma sono molto più complesse e continue e che intaccano la sfera emotiva, psicologica, professionale e personale.

Grazie Chiara … non mollare!

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